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24/09/2021
Quale scegliere?
Molte attivitò, soprattutto se soggette alla prevenzione incendi, hanno la necessità di installare un impianto di rivelazione fumi, all'interno dei locali a maggior rischio d'incendio.
Gli impianti però non sono tutti uguali e, ltre alle peculiarità specifiche di ogni singolo modello, si dividono in tre maxi categorie, che andremo di seguito ad esaminare.
IMPIANTI AD INDIRIZZAMENTO COLLETTIVO
Gli impianti ad indirizzamento collettivo sono i più semplici e diffusi ed hanno i rivelatori disposti sulle linee di interconnessione, collegate alla centrale di controllo e segnalazione; sull'ultimo rivelatore di ogni linea è posta una resistenza di fine linea.
In condizioni ordinarie. i rivelatori assorbono correnti estremamente ridotte e, quindi, nel circuito di rivelazione circola una piccola corrente. Un rivelatore che percepisce un focolaio d'incendio provoca un aumento di corrente sulla linea rilevata dalla centrale che attiva la segnalazione di allarme di zona.
La centrale non consente di individuare esattamente il rilevatore che ha provocato l'allarme. ma è in grado di rilevare guasti in linea per interruzione di un conduttore (in mancanza di corrente) e per cortocircuito (corrente troppo elevata).
Le linee di interconnessione dei pulsanti di segnalazione manuale d'incendio sono separate da quelle dei rivelatori, in modo da mantenere indipendenti i due sistemi e consentire di discriminare la rivelazione automatica da quella manuale.
A ciascuna linea possono essere collegati più rivelatori o pulsanti di segnalazione manuale d’incendio.
L'impianto ad indirizzamento collettivo è adatto per impianti di piccole dimensioni.
IMPIANTI AD INDIRIZZAMNENTO SINGOLO
Gli impianti ad indirizzamento singolo presentano lo stesso principio di funzionamento di quelli ad indirizzamento collettivo, con la differenza che, in caso di allarme, i rivelatori e i pulsanti di segnalazione manuale d’incendio trasmettono alla centrale il loro codice di identificazione: in questo modo, è possibile individuare il rivelatore che ha provocato l'allarme.
IMPIANTI ANALOGICO DIGITALI
Gli impianti analogico-digitali utilizzano la tecnologia a microprocessore anche nei rivelatori.
I rivelatori sono collegati sulle linee di interconnessione, le quali sono chiuse ad anello (loop) con la centrale.
I rivelatori dispongono di un sistema di indirizzamento; talvolta possono essere di tipo auto indirizzato (il codice di indirizzo è assegnato direttamente dal costruttore e viene riconosciuto dalla centrale al momento della configurazione del sistema). Oltre ad essere in grado di segnalare lo stato di allarme, i rivelatori effettuano anche una autodiagnosi continua per verificare la propria efficienza.
Se la linea di interconnessione a loop serve più zone o collega più di 32 rilevatori e/o pulsanti di segnalazione manuale d'incendio, devono essere inseriti dispositivi d'isolamento in grado di aprire la linea in caso di cortocircuito e permettere di mantenere attivi i rivelatori collegati fra i due rami.
Sul medesimo loop possono essere collegati rivelatori automatici e pulsanti di segnalazione manuale d'incendio, purché questi ultimi siano compresi tra due isolatori di cortocircuito.
Questo sistema è sovente utilizzato nei nuovi impianti di rivelazione d'incendio, specie in edifici di grandi dimensioni.
Ecco le principali tipologie di funzionamento degli impianti di rivelazione fumi, che speriamo possano aiutarti nella scelta dell'impianto più idoneo alle tue necessità oppure, per la realizzazione o la manutenzione del tuo impianto, contatta il nostro staff per un sopralluogo ed un preventivo gratuito.

Impianti di rivelazione incendi
Tipologie di impianti di rivelazione fumi - Quale scegliere?
TIPOLOGIE DI IMPIANTI DI RIVELAZIONEQuale scegliere?
Molte attivitò, soprattutto se soggette alla prevenzione incendi, hanno la necessità di installare un impianto di rivelazione fumi, all'interno dei locali a maggior rischio d'incendio.
Gli impianti però non sono tutti uguali e, ltre alle peculiarità specifiche di ogni singolo modello, si dividono in tre maxi categorie, che andremo di seguito ad esaminare.
IMPIANTI AD INDIRIZZAMENTO COLLETTIVO
Gli impianti ad indirizzamento collettivo sono i più semplici e diffusi ed hanno i rivelatori disposti sulle linee di interconnessione, collegate alla centrale di controllo e segnalazione; sull'ultimo rivelatore di ogni linea è posta una resistenza di fine linea.
In condizioni ordinarie. i rivelatori assorbono correnti estremamente ridotte e, quindi, nel circuito di rivelazione circola una piccola corrente. Un rivelatore che percepisce un focolaio d'incendio provoca un aumento di corrente sulla linea rilevata dalla centrale che attiva la segnalazione di allarme di zona.
La centrale non consente di individuare esattamente il rilevatore che ha provocato l'allarme. ma è in grado di rilevare guasti in linea per interruzione di un conduttore (in mancanza di corrente) e per cortocircuito (corrente troppo elevata).
Le linee di interconnessione dei pulsanti di segnalazione manuale d'incendio sono separate da quelle dei rivelatori, in modo da mantenere indipendenti i due sistemi e consentire di discriminare la rivelazione automatica da quella manuale.
A ciascuna linea possono essere collegati più rivelatori o pulsanti di segnalazione manuale d’incendio.
L'impianto ad indirizzamento collettivo è adatto per impianti di piccole dimensioni.
IMPIANTI AD INDIRIZZAMNENTO SINGOLO
Gli impianti ad indirizzamento singolo presentano lo stesso principio di funzionamento di quelli ad indirizzamento collettivo, con la differenza che, in caso di allarme, i rivelatori e i pulsanti di segnalazione manuale d’incendio trasmettono alla centrale il loro codice di identificazione: in questo modo, è possibile individuare il rivelatore che ha provocato l'allarme.
IMPIANTI ANALOGICO DIGITALI
Gli impianti analogico-digitali utilizzano la tecnologia a microprocessore anche nei rivelatori.
I rivelatori sono collegati sulle linee di interconnessione, le quali sono chiuse ad anello (loop) con la centrale.
I rivelatori dispongono di un sistema di indirizzamento; talvolta possono essere di tipo auto indirizzato (il codice di indirizzo è assegnato direttamente dal costruttore e viene riconosciuto dalla centrale al momento della configurazione del sistema). Oltre ad essere in grado di segnalare lo stato di allarme, i rivelatori effettuano anche una autodiagnosi continua per verificare la propria efficienza.
Se la linea di interconnessione a loop serve più zone o collega più di 32 rilevatori e/o pulsanti di segnalazione manuale d'incendio, devono essere inseriti dispositivi d'isolamento in grado di aprire la linea in caso di cortocircuito e permettere di mantenere attivi i rivelatori collegati fra i due rami.
Sul medesimo loop possono essere collegati rivelatori automatici e pulsanti di segnalazione manuale d'incendio, purché questi ultimi siano compresi tra due isolatori di cortocircuito.
Questo sistema è sovente utilizzato nei nuovi impianti di rivelazione d'incendio, specie in edifici di grandi dimensioni.
Ecco le principali tipologie di funzionamento degli impianti di rivelazione fumi, che speriamo possano aiutarti nella scelta dell'impianto più idoneo alle tue necessità oppure, per la realizzazione o la manutenzione del tuo impianto, contatta il nostro staff per un sopralluogo ed un preventivo gratuito.

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